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Le opzioni ed il segreto del rischio controllato

Hai mai sentito la classica storiella in cui il risparmiatore medio ti racconta che in una notte o giornata, a causa di un cigno nero o un crollo, ha visto “bruciarsi” il 10/20% del suo portafoglio davanti ai propri occhi?

Ecco, è un classico, succede, il mercato fa ciò che vuole.

Non è possibile anticipare cigni neri o crolli. Quando avvengono sono sempre molto violenti.

Un detto che mi piace particolarmente dice:

“I mercati salgono con la scala e scendono con l’ascensore”.

Avere una buona metodologia d’investimento sta alla base, ma spesso può non bastare e anche lo stop loss (il famoso ‘blocco della perdita’) potrebbe essere insufficiente.

Un gap down, uno stop non preso per mancanza di controparte o semplicemente evitato perché fa comodo così.

Ricordati sempre che sei tu contro le aziende, persone più intelligenti e potenti del mondo.

A questo aggiungi l’intelligenza artificiale, machine Learning e la possibilità di fare, tendenzialmente, il cavolo che gli pare.

NON voglio fare terrorismo psicologico ma bensì farti capire da che punto si parte.

Se non conosci il tuo avversario come puoi pensare di batterlo?

Detto ciò, ora ti parlerò delle opzioni, del rischio controllato e di come far sì che diventino degli alleati straordinari se usati nel modo corretto.

Pronto?

Bene.

In alcuni articoli precedenti ti abbiamo parlato delle opzioni e delle differenze sostanziali che hanno rispetto alle azioni.

Perché investire usando le OPZIONI e non le azioni? 6 validi motivi. (ti consiglio una lettura)

Un’opzione è un sottostante di uno strumento che ti permette di poter esercitare il diritto di acquisto o di vendita sul mercato ad una data cifra e prezzo.

Questa capacità di esercizio sul mercato si paga attraverso un premio.

Il premio è il valore che il mercato da all’opzione in quel momento e definisce il prezzo da pagare per poterne esercitare il diritto in acquisto o in vendita.

Questo premio che tu paghi è (attraverso il nostro modello di lavoro e di utilizzo) il “rischio controllato” di cui ti parlavo prima.

Tutto questo significa che il premio sarà il tuo rischio massimo di perdita (una sorta di stop loss) che non potrà mai essere superato o saltato.

Anche se ci fosse un crollo del 50% o se l’azienda sparisse dal mercato il tuo rischio rimarrebbe invariato.

Questo, per chi come noi che lavora con le opzioni e sa bene come si apprezzano in base al tempo, è una manna dal cielo.

Quando si lavora sui mercati l’obbiettivo NON È: “NON SBAGLIARE NESSUNA OPERAZIONE”, cosa tra l’altro impossibile, ma cercare di avere un Equity costante e senza fasi di drawdown esagerati.

L’investitore medio non può sopportare cali del 30/40% sul suo portafoglio e neanche ragionare su un arco temporale così lungo (da dimenticarsi di aver investito).

Il cosiddetto “capitale psicologico” deve rimanere sempre intatto, questo anche per non minare la lucidità delle operazioni successive.

È chiaro che ogni investitore abbia una capacità di sopportazione al rischio differente ma sarebbe meglio NON superare determinati limiti e NON arrivare al punto di non ritorno.

Ti ricordo che quando hai perso il 40% del tuo portafoglio composto da, ipotizziamo 100k, per poter recuperare il tuo drawdown e arrivare nuovamente al punto di pareggio devi realizzare performance del 70% circa, cosa non da poco!

Ecco il motivo per cui noi del Team Octavus siamo specializzati in opzioni.

Abbiamo compreso le difficoltà dell’investitore medio e cercato un modello di lavoro con equity crescenti e costanti e con livello di drawdown calcolati al centesimo

Team Octavus,
Specialisti in Opzioni.

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