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Perché in pochi riescono ad essere trader profittevoli?

Oggi ti spiego come mai la maggior parte delle persone che si approcciano al mondo del trading falliscono miseramente perdendo capitali e bruciando interi portafogli.

È una tematica che tengo a cuore perché, se capita, ti permette di cambiare assetto e propensione al fantastico mondo del trading online!

Il primo problema che salta agli occhi è dato dalle aspettative, decisamente troppo alte.

Le aspettative di chi si approccia al trading sono fuori da ogni logica e vengono sicuramente create dalle millantanti pubblicità che sponsorizzano il Fuffa-trading: fatto di corsi, webinar e strategie farlocche che promettono di cambiare la tua vita in due mesi partendo da zero nel settore più complesso del mondo.

Ti fanno vedere che realizzare performance del 300% annuo è un’ovvietà e che sei l’unico scemo a non averlo ancora capito.

Il gap che creano tra verità e percezione, che viene assorbito da chi ignaro ascolta, crea una distorsione così enorme, tale da trasformare investitori prudenti in mostri esaltati che finiscono solo per arricchire il numero dei trader nel “parco buoi”.

Questa è la verità, e non te la dice nessuno perché a nessuno fa comodo (si chiama conflitto d’interesse) ma è così!

Il fatto è questo:

Sei nel settore più complesso del mondo dove non esiste il concetto di “amatoriale”. Quando vai a mercato ed inizi a fare trading trovi solo dei Valentino Rossi pronti a passarti in ogni inserimento di curva.

Il trading non è uno sport da fare la domenica pomeriggio, non è un hobby da ritagliarsi nel tempo libero.

Non lo è perché chi concorre dall’altra parte dello schermo lo fa di professione, come un vero sportivo, proprio come Valentino Rossi.

Immagina se un motociclista della domenica mattina, che usa la moto per hobby, andasse da un giorno all’altro a fare le gare in MotoGP.

Come pensi che possa finire?

Capisci dove sta il problema?

Il fatto che il trading sia accessibile e democratico solo perché puoi farlo con un click e dal telefono non significa che sia alla portata di tutti, almeno non con le giuste precauzioni.

Il trading è solo MotoGP, non è amatoriale, non è per tutti e bisogna essere dei piloti professionisti per poter pensare di concorrere alla pari.

Ecco perché perdi.

Non hai esperienza, non sei capitalizzato, non hai un team dietro ed hai aspettative troppo alte.

Non hai capito, anche perché nessuno te lo dice, che quando vai a mercato concorri contro i forti del mondo.

Sei nella MotoGP, nella Champions League, agli Open, al Giro d’Italia.

Il trading è questo!

Sei nel posto dove la competizione e la preparazione sta ai massimi livelli, dove l’agonismo e superare sé stessi è ragione di vita.